Meltemi pagina 283 numero 293
Το μεν ουν πικρον και απαραιτητον της των πατερων οργης εις υιος αδικοντας και μαλιστ' εν τοις τοτε Ρωμανοις ουδε ταυτην απωθειται την προφασιν· ... οι δ' επ ελαττοσιν, ουτε φειδω των παιδων ουτ' ελεον εσχον.
Non escluda nemmeno questi racconti la durezza e l’inflessibilità delle disposizioni dei padri verso i figli che erano colpevoli anche specialmente allora tra i Romani; primo infatti Bruto che dopo aver cacciato i re condannò a morire entrambi i figli secondo la legge di quelli che commettono ingiustizia, e tagliarono i colli con le asce, perché pensavano insieme il rimpatrio ai re. E dopo questi fatti Manlio mentre combatteva la guerra Gallica uccise come disertore il figlio che eccelleva nella guerra, per il coraggio adornò con le migliori corone, accusando disobbedienza, perché non fu ordinato di rimanere in quella cittadella fortificata, ma rispetto all’ordine del comandante uscì fuori per combattere. E molti altri padri, alcuni per motivi più gravi, altri per meno, non ebbero riguardo né pietà dei figli. (by Stuurm)