Εγω δ' ετι μικρα προς υμας ειπων καταβησομαι, εστι γαρ, ω ανδρες Αθηναιοι, παντας μεν τους νομους υμιν, ως εγω νομιζω σπουδαστεον ως καλλιστ' εχειν, ...Ο μη παθητε νυν· ου γαρ αξιον.
Io finirò dicendo ancora a voi poche cose. Infatti, signori Ateniesi, abbiamo tutte le leggi, come io penso, bisogna interessarsi come stare benissimo, soprattutto quelli per cui è possibile che una città sia piccola o grande. Ce ne sono alcuni? Alcuni di loro fanno qualcosa di buono dando rispetto e alcuni di loro al contrario per ottenere vendetta. Se infatti tutti veramente temessero le punizioni nelle leggi di compiere qualcosa di cattivo si terrebbero lontani, e tutti ricercassero doni per le buone azioni sceglierebbero quelle cose che bisogna fare, che cosa impedisce di essere grande la città e che tutti siano bravi e nessuno malvagio? Per queste cose, quindi, io ritengo che vi dobbiate affrettare e prestare attenzione, affinché non siate costretti a sbagliare. Di molte cose infatti voi, signori Ateniesi, spesso non siete informati che sono giuste, ma siete distolti dalle grida e dalla violenza e dall’impudenza di quelli che parlano. Ciò che ora non subite; infatti non è cosa degna. (by Stuurm)