Meltemi Pagina 387 numero 487

Ου γαρ εστιν ομοιως δεινον, ει τις ελαβεν, αλλ' ει οθεν μη δει, ουδε γ' ομοιως αδικουσιν οι ιδιωται οι λαβοντες .... οπως δί υμας και μη καθ' υμων εσται το λαμβανομενον.

Non è infatti allo stesso modo condannabile, se ciò accada, ma se dove non è necessario, commettono ingiustizie i semplici cittadini che rubano denaro e i retori e gli strateghi. In cosa? Perché ai semplici cittadini Arpalo insegna a custodire l’oro, gli strateghi ed i retori lo avevano preso in quanto guadagni. Le leggi a coloro che commettono colpe semplici, a quelli accettano doni impongono di restituire dieci volte il maltolto; e la morte è il prezzo da pagare secondo le leggi per questi: perciò anche da parte vostra si stabilirono le pene più dure per costoro. Questo appunto si stabilì da parte del popolo, molte cose voi, giudici, consenzienti confermate agli strateghi e ai retori di essere debitori, non facendo questo per le leggi, ma per la vostra serenità e umanità, soltanto avendone cura, perché da voi e per voi sarà cosa da prendere. (By Geppetto)