Πρωτον μεν ουν τουτο ειπειν βουλομαι, οτι δικαιως δοκουσιν αυτοθι οι πενητες και ο δημος πλεον εχειν... την δημοκρατιαν διασωζοντες.

Per prima cosa voglio dire questo, che è giusto che là i poveri e il popolo sembrino contare più dei nobili e dei ricchi per questo, ossia che è il popolo colui che manda avanti le navi e conferisce la forza alla città, e i timonieri, i capi dei rematori, i comandanti in seconda, i manovratori, i carpentieri, questi sono coloro che conferiscono forza alla città, molto più degli opliti, dei nobili, della gente per bene. Poiché dunque le cose stanno così, sembra essere giusto che tutti prendano parte alle cariche per sorteggio e per alzata di mano e che sia lecito parlare per chi voglia dei cittadini. ] Inoltre ciò di cui alcuni si meravigliano, ossia il fatto che danno più potere ai malvagi ai poveri e ai popolani, piuttosto che alla gente per bene, proprio in questo si vedrà che salvaguardano la democrazia. I


² δοκοῦσιν costruzione personale nominativo infinito con soggeto penetes e demos
³ γενναίων καὶ τῶν πλουσίων genitivi di paragone dipendenti da pleon la disposizione dei quattro termini avviene secondo lo schema del chiasmo (penetes plousion/demos gennaion)
⁴ὁ ἐλαύνων… o περιτιθεὶς due participi sostantivati
⁵Uso intransitivo di exo