Α. Οἱ μὲν δὴ πρέσβεις οὐδὲν εὑρόμενοι τῶν δικαίων ἀγανακτοῦντες ἀπῆλθον, τινὲς δὲ τῶν Σαβίνων ὑπ᾽ ὀργῆς παρὰ τὴν ὁδὸν ἐπιτίθενται αὐτοῖς καθεύδου σι (ἑσπέρα γὰρ αὐτοὺς κατέλαβεν) ... (Da Dionigi di Alicarnasso)

D. Il governo della città ritorna (περιίσταται, pres περιίστημι) di nuovo al solo Romolo quando morì Tazio per opera di un complotto che (ἣν) organizzazzarono (συνέστησαν συνίστημι aor) contro di lui i supremi capi dei Laviniati (συμφρονήσαντες, part aorσυμφρονέω) che lo concordarono per questo motivo: alcuni dei compagni di Tazio avendo condotto un brigantaggio nel territorio dei Laviniati, saccheggiarono i loro (di quelli) beni e portarono via ( ἀπήλασαν aorἀπελαύνω) mandrie di animali da pascolo.

C. Essendo giunta a Roma un'ambasceria (genitivo assoluto) da parte dei Laviniati e che reclamava giustizia (τὰ δίκαια), Romolo ritenne giusto (aor δικαιόω) che coloro che avevano commesso il crimine (δράω) fossero consegnati e portati ai Laviniati, Tazio invece, circondato dai compagni, non riteneva opportuno (ἠξίου, ἀξιόω imperf ind att 3a sg) che alcuni cittadini fossero catturati dai nemci prima di essere sottoposti a giudizio. Ordinò invece a coloro che dicevano di aver subito un torto di recarsi a Roma.

A. Gli ambasciatori, non avendo ottenuto giustizia, se ne andarono indignati, ma alcuni dei Sabini, dalla rabbia li attaccarono lungo la strada mentre dormivano (infatti la sera li aveva colti), li privarono dei loro beni e sgozzarono tutti quelli che colsero ancora nei giacigli.

B. Dopo che trascorse non molto tempo, essendosi radunati (συνίστημι) presso di lui i compagni e anche i parenti giunti con gli ambasciatori dei Laviniati, Tito morì (lett presente) presso gli altari degli dei patri colpito con i coltelli sacrificali e con gli spiedi che trapassavano i buoi.
(By Vogue)