Ἔν τινι οἰκίᾳ πολλοὶ μύες ἦσαν. Αἴλουρος δὲ τοῦτο γνοὺς ἧκεν ἐνταῦθα καὶ συλλαμβάνων ἕνα ἕκαστον κατήσθιεν. (da Esopo)
In una (certa) casa c'erano molti topi. Avendo un gatto capito (γνούς aor3. part. aor. di γιγνώσκω) questo, andava lì e, catturandoli uno per uno, li divorava. Ma i topi, che erano mangiati in modo continuo entravano nelle tane e il gatto non potendo più raggiungerli, pensò (ἔγνω aor 3a sing γιγνώσκω) che bisognava farli uscire fuori per mezzo dell'intelligenza. Perciò dopo esser salito su un piolo lasciandosi penzolare (ἀποκρεμάσας, ἀποκρεμάννυμι) da qui si fingeva morto. Ma uno dei topi avendo fatto capolino (παρακύπτω) quando lo vide (θεάομαι) disse: "Ehi tu, ma non mi avvicino a te neanche se tu fossi/diventasti un sacchetto". La favola dimostra che i saggi fra gli uomini quando conoscono per esperienza (πειράω) la cattiveria di alcuni, non sono più ingannati (ἐξαπατάω) dalle loro finzioni.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
In una casa c'erano molti topi. Un gatto, che aveva osservato tutto questo, si stabiliva lì e, catturandoli uno alla volta, li mangiava (κατεσθίω, aor. = κατέφαγε). I topi allora, visto che erano catturati (δύω) senza interruzione, si rintanavano nelle tane e il gatto, non essendo capace di raggiungerli, pensò che fosse necessario trarli fuori (ἐκκᾰλέω) per mezzo di un artificio. Per cui, montato su di un paletto e di qui lasciandosi penzolare (ἀποκρεμάννῡμι), si fingeva morto. Uno dei topi, sporgendosi furtivamente (παρακύπτω), appena lo vide, disse: "O tu, ma a te non mi accosto, neanche se tu fossi un otre". Il racconto insegna che gli uomini saggi, quando si rendono conto della malvagità di certuni, non si lasciano circuire (ἐξᾰπᾰτάω) da loro.
(By Geppetto)