PARMENIDE VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema

Μελισσον μεν και τους ἄλλους, οι ἓν εστὸς λεγουσι το πᾶν, αισχυνομενος μὴ φορτικῶς σκοπῶμεν, ἧττον αισχυνομαι ἢ ἒνα οντα Παρμενιδην. Παρμενιδης δε μοι φαινεται, το του Ομηρου, "αιδοιος τε μοι" ειναι αμα "δεινος τε". Συμπροσεμειξα γαρ δη τῷ ανδρι πανυ νεος πανυ πρεσβυτῃ, και μοι εφανη βαθος τι εχειν πανταπασι γενναιον. Φοβουμαι ουν μὴ ουτε τα λεγομενα συνιῶμεν, τι τε διανοουμενος ειπε πολυ πλεον λειπὼμεθα, και το μεγιστον, ου ενεκα ο λογος ὣρμηται, επιστημης περι τι ποτ' εστιν, ἄσκεπτον γενηται υπο τῶν επεισκωμαζοντών λογων, ει τις αυτοις πεισεται.

Parmenide mi sembra, secondo il detto di Omero, degno di venerazione e terribile a un tempo. Mi incontrai infatti con lui che era piuttosto avanti negli anni e io ero molto giovane. E mi diede l'impressione di possedere una profondità speculativa assolutamente nobile. Ho timore perciò che non riusciamo a penetrare i suoi detti, e ancor più che lasciamo perdere cosa effettivamente disse nelle sue speculazioni, e, cosa che conta più di tutte le altre, il motivo per cui ha preso l'avvio la nostra discussione, intorno alla conoscenza, che cosa mai essa è, non divenga materia non esaminata, per colpa dei discorsi che si introducono con petulanza intorno a noi, se qualcuno dà loro ascolto. D'altra parte anche il problema che ora noi andiamo sollevando è immenso quanto a grandezza, e se qualcuno lo considera alla leggera, subisce un'indegnità, se invece lo si affronta a sufficienza, andando per le lunghe farebbe sparire la questione della conoscenza. Occorre dunque non fare né l'una né l'altra cosa, ma bisogna che io con la mia arte di ostetrico tenti di sgravare Teeteto dalle questioni per le quali è ancora pregno intorno al problema della conoscenza.