Ὅτε τὰ ζῷα φωνήεντα ἦν, κύων ποτὲ ἔμαρπτεν ἐξαίφνης τοῖς ὁδοῦσι τὸν δεσπότην καὶ αὐτῷ ἔλεγεν. «Ἐκ τούτου τοῦ χρόνου' ἐγὼ μὲν ἄρχω, σὺ δὲ δουλεύεις τί γὰρ ἐμοῦ κρείττων εἰ; ...

Una rivoluzione velleitaria. 
Quando gli animali parlavano (erano parlanti), una volta un cane all'improvviso azzannava (μάρπτω) con i denti il capo e gli diceva: "Da questo momento comando io, tu devi servirmi; sei forse migliore (κρατύς) di me?". E, dicendo questo lo rinchiudeva in una cuccia. Dopo poco era assetato e tormentato dalla fame - nessuno infatti gli forniva (πορίζω) l'acqua e il cibo - supplicava l'uomo: "Ti supplico in ginocchio, amico signore, salvami: infatti sto morendo di fame e di sete. Adesso io comprendo perché giustamente tu sei stimato il migliore degli animali pertanto io mi consegno a te". E così nello stesso momento si offre all'uomo e si rinchiude nella cuccia.
(By Geppetto)