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Ο Σωκρατης ο γενναιος φιλοσοφος επει το κωνειον εμελλε πινεσΘαι, των αμφι τον Κριτωνα ερομενων αυτον τινα τροπον θαπτεσθαι εθελει ...(da Eliano)
Socrate il nobile filosofo, quando stava per bere la cicuta, domandando quelli intorno a Critone in quale luogo voleva essere seppellito "dove per voi" rispondeva "sia più facile. . Lo stesso Socrate rimproverava quelli fra i padri quanto numerosi non avendo educato i loro figli e che in seguito essendo bisognosi conducevano i giovani dagli arconti e li accusavano perché non venivano assistiti da loro (infatti gli ateniesi hanno - dativo di possesso- una legge chiamata "assistenza per i vecchi") secondo la quale i vecchi genitori sono assistiti dai figli); a questi padri, dunque, Socrate diceva: "Pretendete cose impossibili, per questo i vostri figli non sono capaci di fare le cose giuste, perché non li avete istruiti/educati su queste cose.
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Ηρακλης, ως Προδικος ο σοφος διηγειται, ωρμητο εκ παιδων εις ηβην, εν η οι νεοι, ηδη αυτοκρατορες γεγενημενοι... ης αν μαλιστα η ωρα αυτης διαλαμποι.
Eracle, come dice il saggio Prodico, passata la fanciullezza spinto verso l'adolescenza età in cui i giovani sono più indipendenti e scelgono fra la via della virtù per la vita o la via delle cose cattive. Una volta dunque a Eracle che non sapeva verso quale delle strade dirigersi gli apparvero due grandi donne una delle due appariva di bell'aspetto e nobile per natura ornato il corpo con molta purezza, gli occhi con rispetto, contegno sapiente, vestito bianco, l'altra volta verso la corpulenza e molto delicata, l'aspetto era abbellito con applicazione di belletto così da sembrare più bianca e più rossa di quanto era, faceva intravedere coturni così che il suo portamento sembrava essere più eretto e più elevato per natura. Aveva indossato un vestito grazie al quale poteva risplendere soprattutto la sua giovinezza.
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Κρασσος παντα τροπον επειγομενος επεχειρει τω Σπαρτακω, και ο Σπαρτακος, τον Πομπηιον προλαβειν αξιων, ες συνθηκας τον Κρασσον προυκαλειτο. Υπερορωμενος δ' υπο Κρασσου διακινδυνευειν τε εγνω και, παροντων οι των ιππεων... και τον Σπαρτακου νεκυν ουχ ευρεθηναι.
Poiché Crasso inseguiva Spartaco da ogni parte, allora Spartaco cercava di proporre accordi a Crasso tentando di precedere Pompeo. Dopo che Crasso disdegnava di fare un accordo, decise (γιγνώσκω) che, poiché erano già presenti i cavalleggeri, che si slanciava (ὠθέω) con tutto l'esercito contro la cinta di mura e fuggiva verso Brindisi inseguito da Crasso. Quando Spartaco seppe (μανθάνω) che anche Lucullo, dopo la vittoria ottenuta su Mitridate si trovava a Brindisi, disperando di tutto, finì nelle mani di Crasso con la maggior parte dell'esercito: essendoci una grande ed atroce battaglia, Spartaco restò ferito ad una coscia da una lancia e, piegato il ginocchio e lanciando lo scudo combatteva contro quelli che gli erano di fronte (ἔπειμι), fino a quando sia lui, sia la maggior parte dell'esercito, accerchiati, caddero. Il resto del suo esercito ormai in disordine fu massacrato dall'esercito, dato che l'uccisione degli schiavi aveva poco valore, furono trucidati da mille romani ed il cadavere di Spartaco non fu trovato.
(By Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Crasso incalzando in fretta con impeto ogni luogo attaccava Spartaco, e Spartaco, pensando di prevenire Pompeo, invitava Crasso ad accordi. Disprezzato da Crasso anche comprese di fare un tentativo rischioso, essendo a lui vicino già la cavalleria, si scontrò con tutto l'esercito lungo le mura di fortificazione a scopo di blocco e fuggì a Brindisi, perché Crasso lo inseguiva. Quando Spartaco seppe che Lucullo ritornava dalla vittoria contro Mitridate era andato a Brindisi, disperando di tutto, si scontrò con Crasso insieme alla grande folla; avvenendo una grande e terribile battaglia, Spartaco viene ferito alla coscia con un giavellotto e piegato il ginocchio e posto lo scudo davanti combatteva disperatamente contro quelli che si avvicinavano, finché egli e la gran folla essendo circondati caddero insieme a lui. Il resto del suo esercito già in disordine veniva massacrato in gran numero, tanto che furono uccisi un piccolo numero di schiavi, invece dei Romani morirono mille uomini, e da non trovarsi il cadavere di Spartaco. (by Stuurm)
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Αλεξανδρος ηγεν επι Ζαδρακαρτα την μεγιστην την Υρκανιας, ινα και τα βασιλεια τοις Υρκαιοις νη. Και ενταυθα, διατριψας ημερας πεντεκαιδεκα και θυσας τοις θεοις, ας νομος εστι... και βασιλεα φασκειν ειναι της Ασιας. (da Arriano)
Alessandro così conduceva l’esercito verso Zadracarta, la più importante città dell’Ircania, dove anche per gli Ircani c’era il palazzo regale. E qui, dopo aver trascorso quindici giorni e aver sacrificato agli dei, come è costume, e dopo aver fatto la gara ginnica, procedeva quindi verso i Parti; di lì attraverso i confini dell’Aria anche a Susia, città dell’Aria, dove si reca anche presso di lui Satibarzane, il satrapo degli Arii. A costui dopo aver consegnato la satrapia gli invia insieme tra i seguaci politici Anasippo, avendogli donato circa quaranta lanceri a cavallo, perché possa disporre guardie dei posti e gli Arii non commettano ingiustizie contro i soldati dei Macedoni durante il passaggio. Nel frattempo giungono presso di lui alcuni dei Persiani, i quali annunciavano che Besso portava la tiara diritta sul capo e che Artaserse indossando la veste Persiana si faceva chiamare re contro Besso e affermava di essere il re dell’Asia. (by Stuurm)
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Μετελλω δε ηστην υιος τε και παθηρ· και αυτοιν ο μεν πατηρ στρατηγων Αντωνιω περι Ακτιον αιχμαλωτος εαλω και ηγνοειτο, ο δε υιος τω Καισαρι συνεστρατευετο και εστρατηγηκει και οδε περι το Ακτιον ... καιτιοι πολεμιωτατον αυτω γεγονοτα.
Metello aveva entrambe figlio e padre; e di questi due il padre che era generale al sevizio di Antonio ad Azio fu preso prigioniero e non si sapeva, il figlio invece combatteva insieme a Cesare ed era stato generale anch’egli ad Azio. A Samo il figlio partecipava al consiglio con Cesare che distingueva i prigionieri, il vecchio veniva condotto pieno di capelli e di sporcizia e di sventura. Quando fu chiamato dal pubblico banditore nella schiera dei prigionieri, il figlio balzò dal consiglio e a stento riconosciuto il padre accoglieva con affetto e con pianto; e poi cessato il pianto disse a Cesare: «Costui è stato a te nemico, o Cesare, io invece alleato; ed è necessario che costui sia punito da te, che io abbia trovato vecchio. Domando che tu salvi mio padre per me o che uccida me per lui». Poiché ebbe da tutti compassione, Cesare concesse di salvare Metello, anche se era stato a lui il più nemico. (by Stuurm)