MORTE DI ALCIBIADE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Traduzione dal libro Metis 2
Qui trovi quella di greco nuova edizione
INIZIO: ο λυσανδρος επεμψε προς τον φαρναβοζον αλκιβιαδην αναρειν κελευων FINE: περοβαλουσα και περικαλυψασα χιτοσκοις εκ των καροντων εκηδευσε λαμπρως και φιλοτιμως
Quando dunque Lisandro mandò a Farnabazo l'ordine di "passare all'azione, e questi ne affidò l'esecuzione a suo fratello Bagaio e allo zio Susamitre, Alcibiade si trovava in una villaggio di Frigia, e aveva con sé l'etera Timandra. Egli ebbe in sogno questa visione: gli sembrava di indossare la veste dell'etera, mentre ella, tenendo tra le braccia la testa di lui, gli truccava e incipriava il viso, come fosse di una donna. Altri dicono che in sogno vide Bagaio che gli tagliava la testa e gli bruciava il corpo. Si dice che il sogno non precedette di molto la morte. Coloro che erano stati mandati per ucciderlo, non ebbero l'ardire di entrare nella casa, ma si disposero tutt'at-torno, e le diedero fuoco. Quando Alcibiade se ne accorse, raccolta la maggior parte delle vesti e delle coperte, le buttò sul fuoco, e avvoltosi la clamide sulla sinistra, tenendo con la destra il pugnale, si buttò fuori, non toccato dalle fiamme che non si appiccarono alle vesti; al suo apparire i barbari si volsero in fuga. Nessuno infatti gli si parò di fronte o venne alle mani con lui; lo colpirono da lontano, con giavellotti e frecce. Così egli cadde, e quando i barbari se ne furono andati, Timandra raccolse la spoglia, la coprì e avvolse con le sue vesti, e spendendo del suo le diede una sepoltura accurata e fastosa.
Morte di Alcibiade versione greco libro Alfabetagrammata
Come, dunque, Lisandro manda a Farnabazo l'ordine di fare ciò (lett. "ordinando di fare queste cose"; ), egli, allora, ordina al fratello Bageo e allo zio Suzamitre l'azione; allora, Alcibiade vive per caso in un villaggio della Frigia, avendo insieme con lui con l'etera Timandra. Quelli che vengono inviati contro di lui non osano avvicinarsi, ma stando intorno alla casa accendono il fuoco. Alcibiade, quando se ne accorge, raccogliendo insieme la maggior parte dei mantelli e delle coperte, le getta sul fuoco, poi, avvolgendo il suo clamide intorno alla mano sinistra, ed estraendo con la destra il pugnale, balza fuori dal fuoco sano e salvo, prima che i mantelli si brucino, e quando viene visto dai barbari li annienta. Nessuno, infatti, lo sovrasta né si scontra in duello ma stando lontani, gettano giavellotti e frecce. Così, quando egli muore e i barbari si allontanano, Timandra solleva il defunto e avvolgendolo con le sue piccole vesti, lo seppellisce in maniera splendida e onorevole in base alle circostanze presenti. Dicono che questa è la morte di Alcibiade, desiderata da Lisandro a causa dell'acutezza e della straordinaria inclinazione a compiere grandi cose di quell'uomo.