MARIO E I CITTADINI DI MINTURNO
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Resis - pagina 154 numero 74
TRADUZIONE

Ai magistrati e ai consiglieri di Minturno sembrò opportuno non indugiare, ma uccidere l'uomo. Nessuno dei cittadini compì l'azione, ma un cavaliere della Galata o Cimbro - infatti si narrano entrambe le versioni - e avendo preso la spada entrò da lui. Poichè la sua dimora nella cui parte si trovava disteso non aveva molta luce, ma anzi era buia, si dice che al soldato sembrò di vedere una gran voce provenire dall'oscurità: "Tu non oserai uccidere l'uomo Gaio Mario?". Pertanto lo straniero subito si allontanò in fuga, e dopo aver gettato la spada nel mezzo, pasava attraverso la porta, gridando solamente questo: "Non posso uccidere Gaio Mario". Dunque lo stupore prese tutti e anche la pietà e il pentimento della decisione e il romprovero di loro stessi. Poichè una decisione empia e ingrata era stata presa nei riguardi dell'uomo salvatore dell'Italia, che era vergognoso non aiutare. Vada dunque l'esule dove vuole, a sopportare altrove il destino. Siano pregati gli dei da noi affinché non si adirino, poiché scacciamo dalla città Mario, povero e disarmato.