Marcello e fabio un generale per attaccare ed uno per difendersi
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
traduzione dal libro Ellenion pag. 83 numero 42
Αννιβου δ' εμβαλοντος εις Ιταλιαν, επεμφθη μεν ο Μαρκελλος επι Σικελιαν στολον αγων επει δ' η περι Καννας...
Ἀννίβου δ' ἐμβαλόντος εἰς Ἰταλίαν, ἐπέμφθη μὲνὁ Μάρκελλος ἐπὶ Σικελίαν στόλον ἄγων· ἐπεὶ δ' ἡ περὶ Κάννας ἀτυχία συνέπεσε, καὶ Ῥωμαίων οὐκ ὀλίγαι μυριάδες ἐν τῇ μάχῃ διεφθάρησαν, ὀλίγοι δὲ σωθέντες εἰς Κανύσιον συνεπεφεύγεσαν, ἦν δὲ προσδοκία τὸν Ἀννίβαν εὐθὺς ἐπὶ τὴν Ῥώμην ἐλᾶν, ὅπερ ἦν κράτιστον τῆς δυνάμεωςἀνῃρηκότα, πρῶτον μὲν ὁ Μάρκελλος ἀπὸ τῶν νεῶν ἔπεμψε τῇ πόλει φυλακὴν πεντακοσίους καὶ χιλίους ἄνδρας, ἔπειτα δόγμα τῆς βουλῆς δεξάμενος, εἰς Κανύσιον παρῆλθε, καὶ τοὺς ἐκεῖ συνειλεγμένους παραλαβὼν ἐξήγαγε τῶν ἐρυμάτων, ὡς οὐ προησόμενος τὴν χώραν. Ῥωμαίοις δὲ τῶν ἡγεμονικῶν καὶ δυνατῶν ἀνδρῶν οἱ μὲν ἐτεθνήκεσαν ἐν ταῖς μάχαις, Φαβίου δὲ Μαξίμου, τοῦ πλεῖστον ἔχοντος ἀξίωμα πίστεως καὶ συνέσεως, τὸ λίαν ἀπηκριβωμένον ἐν τοῖς ὑπὲρ τοῦ μὴ παθεῖν λογισμοῖς ὡς ἀργὸν ἐπὶ τὰς πράξεις καὶ ἄτολμον ᾐτιῶντο· καὶ νομίζοντες ἀποχρῶντα τοῦτον ἔχειν πρὸς ἀσφάλειαν, οὐ διαρκῆ δὲ πρὸς ἄμυναν στρατηγόν, ἐπὶ τὸν Μάρκελλον ‹κατέφευγον›,
TRADUZIONE
Giunto Annibale in Italia fu inviato Marcello con armata navale in Sicilia. Dopo che fu riportata poi la sconfitta di Canne dove morirono molte migliaia di Romani ne se ne salvarono pochi che si rifugiarono fuggendo in Canusia, si credeva che annibale stesse per andarsene addirittura a Roma avendo già abbattuto il maggior numero di forze romane, Marcello prima di tutto mandò dalle sue navi a custodire la città 1500 soldati e poi con decrewto del senato passo a Canusio e portati con se tutti quelli che erano accorsi la, li tolse fuori dai ripari non volendo lascviare il paese in abbandono ai nemici. I principali e più valorosi romano erano già la per la maggior parte rimasti morti in quella battaglia e in quanto a Fabio massimo era si tenuto in grandissima ammirazione per la fede e per la prudenzxa ma quel suo essere tanto circospetto e riflessivo per non esporsi ad alcun rischio veniva a dargli la nomea di pigro e di poco animoso nell'intraprendere le cose. Pensando però i Romani che quanto questi fosse adatto a tenersi in sicurezza, altrettanto fosse un inetto capitano per assalire i nemicI e respingerli, ricorrevano a MarcellO che unendo insieme il temperamento col coraggio e l'operativa prontezza di lui con la circospezione e prevedimento di Fabio li crearono consoli uitamente e alle volte l'uno console e l'altro proconsole. E posidonio racconta che Fabio era chiamato scudo e marcello spada