L'ira può essere vinta solo dalla ragione versione greco Plutarco
Ἡ μὲν οὖν συνέχεια τῆς ὀργῆς καὶ τὸ προσκρούειν πολλάκις ἕξιν ἐμποιεῖ πονηρὰν τῇ ψυχῇ, ἣν ὀργιλότητα καλοῦσιν, εἰς ἀκραχολίαν καὶ πικρίαν καὶ δυσκολίαν τελευτῶσαν, ὅταν ἑλκώδης καὶ μικρόλυπος ὁ θυμὸς γένηται καὶ φιλαίτιος ὑπὸ τῶν τυχόντων ὡς σίδηρος ἀσθενὴς καὶ λεπτὸς ἀναχαρασσόμενος, ἡ δὲ παραχρῆμα ταῖς ὀργαῖς ἐνισταμένη καὶ πιέζουσα κρίσις οὐ τὸ παρὸν ἰᾶται μόνον, ἀλλὰ καὶ πρὸς τὸ λοιπὸν εὔτονον ποιεῖ καὶ δυσπαθῆ τὴν ψυχήν. ἐμοὶ γοῦν συνέβη δὶς ἢ τρὶς ἐνστάντι πρὸς ὀργὴν τὸ τῶν Θηβαίων παθεῖν, οἳ τὸ πρῶτον ὠσάμενοι Λακεδαιμονίους ἀηττήτους εἶναι δοκοῦντας οὐδεμίαν ὕστερον ἡττήθησαν ὑπ' αὐτῶν μάχην· φρόνημα γὰρ ἔσχον ὡς κρατεῖν ἔστι τῷ λογισμῷ.
Traduzione libera antica
Ma spesso montare l'uomo in collera genera nell'animo un'atteggiamento perveso e cattivo che i savi chiamano iracondia ed è di tale natura che riduce l'uomo a commuoverli e a turbarli per niente, ad essere ritroso e spiacevole. E però dopo che l'animo è diventato così pieno di piaghe, che per ogni leggera cosa si duole e si lamenta, non altro che un ferro sottile e fiacco, non si lascia più toccare da nessuno. Ma trovandosi la ragione signora e nel seggio dell'animo, appena vede questa bizeria muoversi, gli è sopra e la sforza e ne medica solo al presente male, ma ingagliardisce l'animo per l'avvenire, che non facilmente si lasci levare da questo morbo. Avendo io dunque una volta o due fatto resistenza all'ira, ho sentito accadermi quello che avvenne ai tebani i quali avendo una volta rigettati i lacedemoni che essi giudicavano che non si sarebbero mai potuti vincere: furono poi con questi stessi in tutte le altre battaglie vittorosi perché già mi accorgevo che la vittoria consisteva tutta nella ragione e nella prudenza.