Ma intanto i Lacedemoni (gli spartani) desideravano molto Licurgo, che se ne stava lontano, e spesse volte mandavano a chiamare, veggendo essi che i Re loro erano bensì tali in quanto al nome e all'onore, ma che null'altro avevano che li distinguesse dalla gente volgare : dove per contrario si vedeva che quello era nato veramente per governare, avendo una certa forza di caratteree, e di condurre gli uomini a suo talento (ai suoi ordini). Né era già contro il volere dei Re che egli se ne venisse, che anzi aveano speranza, che essendo egli presente, troverebbero la moltitudine meno petulante. Ritornato dunque dai suoi concittadini, che aveano così buona disposizione verso di lui, si ingegnò subito per rimuovere le cose dallo stato in cui erano, e di cambiare totalmente la repubblica; pensando che operato non avrebbero arrecato giovamento alcune leggi particolari, se non vi fosse chi, siccome ad un corpo viziato e pieno d'ogni sorta di male, consumando e cambiando con medicine e con purgativi le qualità colpevoli, introducesse un'altra nuova forma di vivere. Con questa considerazione, prima di tutto andò a Delfi, ed avendo consultato il Nume, e fatto iqui un sacrificio, se ne tornò indietro con quel celebre oracolo, nel quale veniva dalla Pitia chiamato amico degli Dei, e più Dio che uomo; e mentre luii chiedeva che gli fosse conceduto di stabilire ottime leggi, disse questa (La pizia) che il Nume gli dava il suo consenso, cosicché con lui la repubblica stata sarebbe di gran lunga migliore di tutte le altre. Per le quali cose preso d'animo, si accattivò gli Ottimati, e li confortava a voler unitamente (con loro) porre mano all'opera, facendone prima di soppiatto parole cogli amici suoi, ed poi così a poco a poco tentando altre persone e riducendole d'accordo all'impresa.