Insulae et paeninsularum orae piratarum insidiis vexabuntur. Incólis divitìae sunt, sed concordia non est: piratae terras cum rapina peragrabunt, annonam erìpient, aras incendent. Incolae tamen cum piratìs pugnabunt et hastis, fundis et sagittis terras defendent. Postremo piratae ab incólis profligabuntur et fugabuntur, patria liberabìtur, matronae cum puellis et ancillis laetificabuntur. Matronarum filiae dearum aras coronis ornabunt et agnas immolabunt. Poetae incolarum victoriam celebrabunt.

Le coste delle isole e delle penisole saranno tormentate dalle insidie dei pirati. Gli abitanti hanno delle ricchezze (dativo di possesso) ma non vi è la concordia: i pirati la visiteranno con il saccheggio e porteranno via il raccolto annuale, incendieranno gli altari. Gli abitanti tuttavia quando combatteranno con i pirati, difenderanno la terra con i bastoni, con le fionde e con i dardi. Infine i pirati saranno annientati dagli abitanti, la patria sarà liberata, le matrone con le fanciulle e le ancelle si rallegreranno. Le figlie delle matrone orneranno con corone le are delle dee ed immoleranno agnelli. I poeti celebreranno la vittoria degli abitanti.