Rhodiis navibus praeerat  Euphranor, animi magnitudine ac virtute magis cum nostris hominibus quam cum Graecis comparandus. Hic ob notissimam scientiam atque animi magnitudinem delectus est ab Rhodiis qui imperium classis obtineret. Qui ubi Caesaris animum advertit,  "Videris, mihi," inquit, "Caesar, vereri, si haec vada primis navibus intraris, ne prius dimicare cogaris quam reliquam classem potueris explicare. Nobis rem committe: nos proelium sustinebimus — neque tuum iudicium fallemus — dum reliqui subsequantur. Hos quidem diutius in nostro conspectu gloriari magno nobis et dedecori et dolori est." Caesar illum adhortatus atque omnibus laudibus prosecutus dat signum pugnae. Progressas ultra vadum IIII Rhodias navis circumsistunt Alexandrini atque in eas impetum faciunt. Sustinent illi atque arte sollertiaque se explicant; ac tantum doctrina potuit ut in dispari numero nulla transversa hosti obiceretur, nullius remi detergerentur, sed semper venientibus adversae occurrerent. Interim sunt reliquae subsecutae. Tum necessario discessum ab arte est propter angustias loci, atque omne certamen in virtute constitit.

Era a capo per le navi Eufranore che per la grandezza di animo e  per la grande virtà meritava di essere piuttosto paragonato ai nostri uomini (romani) che ai greci. Egli sia per la grande esperienza che aveva nelle cose di guerra, sia per la singolare prodezza fu nominato dai rodiani comandante generale dell'armata navale. Ora avendo costui conosciuta l'intenzione di Cesae prese a parlare così: "tu temi o Cesare", disse "se io non sbaglio di essere il primo a passare quel guado, perchè non vorresti trovarti impegnato a combattere prima di poter dispiegare altre navi, dai pure a me questo compito, che io mi impegno a sostenere sopra di me tutto il peso della battaglia, né dubitare che resti il deluso il tuo pensiero, perché gli altri mi seguano. Per dirti il vero, io provo meno vergogna che pena, nel vedere che costoro osino di fare i bravi sui nostri occhi. Cesare rincuoratolo maggiormente, e fattogli un grande applauso diede il segnale di battaglia. Allora balzarono quattro navi rodiane di la dal guado e subito gli Alessandrini le attorniarono, avventandosi con gran furia contro di esse. I rodiani sostennero abilmente l'assalto e mettendo in opera tutta l'arte e tutta la perizia, si posero in fila e tanta fu la destrezza da loro usata., che nonostante fossero inferiori di numero, non vi fu però alcuna nave che mostrasse il fianco al nemico, ma senza spezzare alcun remo, tennero sempre diritta la prora verso quella di coloro che arrivavano per assaltarli. Si infilarono loro dietro anche le altre. Allora  fu necessario lasciare l'arte (del navigare) per le strettezze dei luoghi e l'esito della battaglia di pendeva solo dal valore.