Theseus Cretam venit et ab Ariadne Minois filia adamatur. Puella patriam prodit et virum servat: Theseo enim monstrat labyrinthi exitum et licium evolvere monet. Theseus Minotaurum interficit, licium revolvit et foras pervenit. Ergo Theseus Ariadnnen avehit: in coniugio secum habebit. Sed fabulae infaustus erit terminus: Theseus enim in insula Dia fera procella retinetur ac cogitat: «Sic Ariadnen Athenas ducam, opprobrium mihi erit». Itaque, cum puella somno capitur, in insula Dia relinquitur. Paulo postea amabit Ariadnen Liber deus et sibi in coniugio abducet. Theseus autem navigat Athenas, sed amentia capitur ac vela atra non mutat. Itaque Aegeus pater de oppidi muro alba victoriae signa non videt ac sic magna voce clamat: «Fili mi, a terrifica fera pro patria interficiebaris!» ac se in pelagus praecipitat. Pelagus igitur ab Aegeo adhuc denominatur.
Teseo arriva a Creta e viene amato da Arianna, figlia di Minosse. La fanciulla tradisce la patria e salva l'uomo: infatti mostra a Teseo l'uscita del labirinto e lo esorta a far rotolare un filo. Theseo uccide il Minotauro e riavvolge il filo e giunge fuori. Di conseguenza Teseo porta via Arianna: (l') avrà con sè in matrimonio. Ma infausta sarà la conclusione della favola: Teseo infatti viene trattenuto sull'isola Dia (Nasso) da una violenta tempesta e pensa: "Se condurrò Arianna ad Atene, sarà per me un disonore". E così quando la fanciulla viene presa dal sonno, l'abbandona sull'Isola Dia. Poco dopo il Dio Libero amerà Arianna e la sposerà. Teseo invece naviga verso Atene ma viene preso dalla follia e non cambia le vele nere della nave. E così il padre Egeo non vede dalle mure della città le vele bianche segnale della vittoria e così a gran voce esclama: "O figlio mio, tu eri ucciso per la patria da una fiera terribile!" e si getta in mare. Di conseguenza il mare viene ancora chiamato da Egeo.