Inter philosophos sapientesque etiam multi novis causis mortui sunt. Cum Romani Syracusas obsidebant, in ea urbe Archimedes, magni ingenii docuts, vivebat et machinis suis contra Romanos cum suis civibus pugnabat; at consul, valde suam sapientiam existimans, iubet milites eum nn necare. Cum Syracusae capiuntur, milites viis ambulant et multos cives necant; qidam miles Archimedis domum invenit, limen intrat, senem cui domum est videt, dum ipse multa sscribit computatque. Com miles eum vocat. Archimedes non respondet neque interrumpi vult; statim miles eum transfigit, ignorans eum Archimedem esse. Empedocles, Siculus philosophus, cum Persis magis studebat et multa mirifica cognoscebat. Multa de eius morte narrantur, sed fortasse in Aetnam se iacit, cum valde clarus suis curationibus esset.

Tra i filosofi e i saggi  molti sono morti per cause strane. Tra i filosofi e i saggi  molti sono morti per cause strane. Quando i Romani assediavano Siracusa, in quella città viveva Archimede, un dotto di grande ingegno e combatteva con i propri cittadini contro i Romani con i propri congegni; ma il console, che considerava molto la sua saggezza, ordina che i soldati non lo uccidano. Quando Siracusa è conquistata, i soldati camminano per le strade ed uccidono molti cittadini; un soldato trova la casa di Archimede, oltrepassa l'ingresso, vede l'anziano che possiede la casa, mentre egli stesso scriveva e valutava molte cose. il soldato lo chiama. Archimede non risponde e non vuole essere interrotto; subito il soldato lo pugnala, ignorando che colui fosse Archimede. Empedocle, il filosofo Siciliano, quando studiava molto in Persia e conosceva cose straordinarie, si narrano molte vicende in merito alla sua morte, ma forse si scagliò contro l'Etna, nel momento in cui era molto celebre per le sue mansioni. (by Maria D.)