Iam in villa vesperascit et puellae, quae in area ludunt, ab avia domum revocantur. Puellae statim oboediunt, quia  fabulas poetae Phaedri, quae  ab avia saepe narrantur, audire Nam, dum bestias Phaedri fabularum actores. Puellae per fabulas patientiam, clementiam, prudentiam, parsimoniam ac reverentiam discunt et avaritiam, invidiam, ignaviam, stultitiam atque superbiam improbant. Saepe tamen, etiam sine fabulis puellae sic ab avia admonentur: "Bonae semper este, puellae, superbiam vitate atque modestiam et prudentiam colite!".

Nella villa già si fa sera e le fanciulle, che giocano nell'aia, sono richiamate in casa dalla nonna. Le fanciulle obbediscono subito, perché desiderano ascoltare le favole del poeta Fedro che sono raccontate spesso dalla nonna. Infatti, mentre ascoltano la nonna, le fanciulle vedono davanti agli occhi le caprette, le aquile, le cicogne e tutte le altre bestie protagoniste delle favole di Fedro. Le fanciulle attraverso le favole apprendono la pazienza, la clemenza, la prudenza, la parsimonia e il rispetto e disapprovano l'avarizia, l'invidia, l'ignavia, la stoltezza e la superbia. Tuttavia spesso, anche senza le favole le fanciulle sono così ammonite dalla nonna: "Siate sempre buone, fanciulle, evitate la superbia e coltivate la prudenza e la modestia".
(By Maria D. )