Avari vita misera est et avarus ipse (stesso) causa miseriae suae est. Nam avari animus semper sollicitus et anxius est, quia multis et assiduis curis excruciatur: etiam umbram suam avarus timet. Numquam pecunia satiatur et semper alias divitias cumulare vult. Sed pecunia, si (se) uti (servirtene) scis, sedula ancilla est, si nescis, saeva domina (est). Avari non solum hominibus (agli uomini), sed etiam deis invisi sunt. Amicitias enim contemnunt, familiam neglegunt, benevolentiam non praebent, misericordia numquam moventur, sacra omittunt et deis hostias aegre immolant. Fugite igitur, pueri, avaritiam, malum ignominiosum, et sapientiam, verum vitae ornamentum, colite.

La vita dell'avaro è misera ed l'avaro stesso è la causa della sua miseria. Infatti l'animo dell'avaro sempre è agitato e ansioso, poiché è tormentato da molti e assidui pensieri: l'avaro teme anche la sua ombra. Mai si sazia del denaro e sempre vuole accumulare altre ricchezze. Ma il denaro, se sai servirtene, è un fedele compagno, se non sai (servirtene), un malvagio padrone. Gli avari non solo sono ispezionati dagli uomini, ma anche dagli dei. Infatti disdegnano le amicizie, trascurano la famiglia, non offrono affetto, mai sono mossi dalla misericordia, omettono i riti sacri e immolano a malincuore vittime agli dei. Fuggite dunque, o giovani, l'avarizia, un male disonorevole, e coltivate la sapienza, vero lustro della vita.

Versione stesso titolo ma diversa nel testo latino