Quid de rerum natura querimur? Illa nobiscum benigne se gessit; vita, enim, cum scis bene uti, longa est. At alium insatiabilis avaritia tenet, alium in supervacuis laboribus operosa sedulitas; alius vino madet, alius inertia torpet; alium defatigat ambitio, alium cupiditas mercandi ducit circa omnes terras, omnia maria spe lucri; cupido militiae torquet quosdam, qui semper aut alienis periculis intenti aut suis periculis anxii sunt; sunt etiam ii quos ingratus cultus dominorum voluntariā servitute consumat.

Cosa deploriamo in merito alla natura delle cose? Quella si è comportata benevolmente con noi; la vita, infatti, se sai utilizzarla bene, è lunga. Ma l'insaziabile avarizia tiene uno, la zelante assiduità tiene un altro in futili occupazioni; l'uno s'impregna di vino, l'altro s'intorpidisce a causa dell'inerzia; l'ambizione spossa il primo, il desiderio di commerciare spinge il secondo intorno a tutte le terre, a tutti i mari per la speranza di guadagno; il desiderio della milizia travolge taluni, che o sono sempre attenti ai pericoli altrui o sono sempre angosciati dai loro pericoli; vi sono anche coloro che l'ingrato culto consuma mediante la volontaria schiavitù dei signori.
(By Maria D.)

Versione tratta da Seneca