Rana, quae ex palude sua cum filiis excesserat, cum vidisset in prato bovem ingentis corporis et tacta esset invidia tantae magnitudinis, statuit bovis magnitudinem superare. Tunc magna vi pectus suum inflavit et filios interrogavit uter inter se et bovem maior esset. “Multo maior est bos” responderunt filii. Cum autem maiore nisu inflavisset suam rugosam pellem, iterum filios interrogavit utrius corpus ingentius esset. “Bovis” responderunt filii. Tunc rana, vehementi irà commota, tanto impetu latera sua inflavit, ut corpus eius ruptum sit et in terra iacuerint viscera eius. Quid hac fabula significetur, facile intelligere possumus, si vires bovis cum viribus ranae comparantur: nam semper debiliores opprimuntur, ubi cum potentioribus certare temptant.
Una rana, che era uscita con i figli dalla propria palude, avendo visto su un prato un bue d'ingente corporatura e essendo stata toccata dall'invidia di tanta grandezza, decise di superare la grandezza del bue. Allora gonfiò con gran forza il proprio petto e chiese ai figli chi dei due tra lei e il bue fosse più grande. I figli risposero: "E' molto più grande il bue." Ma avendo gonfiato la sua pelle rugosa con uno sforzo maggiore chiese per la seconda volta ai figli il corpo di quale dei due fosse più grande. I figli risposero: "del bue" Allora la rana, mossa da una violenta ira, gonfiò con tanto impeto i propri fianchi, che il proprio corpo scoppiò e le sue viscere giacquero a terra. Cosa sia il significato di tale favola, possiamo comprenderlo facilmente, se le forze del bue sono comparate con le forze della rana: infatti sono oppressi sempre i più deboli, nel momento in cui cercano di gareggiare con i più potenti.
(By Maria D. )