Interim Gallus quidam, nudus praeter scutum et gladios duos torque atquearmillis decoratus processit, qui et viribus etmagnitudine et adulescentia simulque virtuteceteris antistabat. Is, maxime proelio commoto et duobus exercitus summo studio pugnantibusmanu significare coepit utrisque, quiescerent. Pugnae facta pausa est. Extemplo silentio facto cum voce maxima conclamat, si quis secum depugnare vellet uti prodiret. Nemo audebat propter magnitudinem atque immanitatem faciei. Deinde Gallus inridere coepit atque linguam exesrtare. Id perdolitum est cuidam T. Manlio, summo genere nato. Ipse processit neque passus est virtutem Romanam a Gallo turpiter spoliari. Scuto et Gladio Hispanico cinctus, contra Gallum constitit. Metu magno ea congressio, utroque exercitu inspectante facta est.

Poi avanzò un Gallo nudo, senza altre armi tranne uno scudo e 2 spade, ornato di una collana e di braccialetti; costui sovrastava tutti per la forza, la corporatura, la gioventù e il valore. Soprattutto nel mezzodel combattimento, mentre le due schiere combattevano con grande impegno, fece cenno all’una e all’altra parte che (lo) terminassero. Il combattimento si fermò. Fattosi subito silenzio, a gran voce gridò che se qualcuno intendeva combattere con lui, si facesse avanti. Nessuno osava di fronte all’enormità e mostruosità dell’aspetto. Allora il Gallo scoppiò in una risata e mostrò la lingua ai Romani. Spiacque ad un certo Tito Manlio, di nobilissima stirpe, Egli stesso, come dico, si fece avanti e non tollerò che la gloria romana fosse vergognosamente offuscata da un Gallo. Cinto dalla spada e dallo scudo si schierò contro il Gallo. Quella battaglia fu eseguita da entrambi gli eserciti con un grande timore.