Cum aestas fìnem habet, ecce autumnus advenit. Hoc (= Questo) anni tempus multis est gratum quia caelum mite est et homines nec gelu nec fervido aestu laborant. Postquam sol fructus ad maturitatem perduxit, agricolae autumno eos carpunt: iucunda omnibus est uva quia vinum praebet, bonus potus vel merus vel aquae mixtus. Postquam pluvia cessavit et sol rursus fulget, in collibus et planitiis homines fungos invenire possunt (= possono), qui (= che, nom. del pron. rei.) non semper edules sunt, sed interdum noxii: nam omnes agnoscunt et aestimant boletos, qui (= che) tamen rari et infrequentes sunt. Sed etiam cum homines fungos non inveniunt, ambulatio per silvas amoena est, quia autumni colores varii et diversi sunt: nam cum folia de arboribus decidunt non virida amplius (= più) sunt: rubra, fusca, flava facto sunt (= sono diventate). Cum in urbibus, ubi arbores frondosae sunt, folia decidunt et vias tegunt, tunc autumnus in exitu est et hiems appropinquat.
Quando l'estate ha fine, ecco che arriva l'autunno. Questo tempo dell'anno è attivo e amato perché il cielo è mite e gli uomini lavorano senza gelo e senza il calore infuocato. Dopo che il sole ha portato i frutti alla maturità, gli agricoltori li raccolgono in autunno: gradevole è per tutti l'uva perché fornisce il vino, buona bevanda sia pura che mischiata con acqua. Dopo che la pioggia è finita e il sole splende nuovamente, gli uomini possono trovare i funghi sulle colline e nelle pianure che non sempre sono commestibili, ma che talvolta sono nocivi: infatti tutti conoscono e apprezzano i funghi, che tuttavia sono rari e scarsi. Ma quando gli uomini non trovano i funghi, il cammino per le selve è piacevole perché i colori dell'autunno sono vari e diversi: infatti quando le foglie cadono dagli alberi non sono più verdeggianti: sono diventate rosse, nere, gialle. Quando nelle città, dove le piante sono frondose, cadono le foglie e ricoprono le vie, allora l'autunno è al termine e si avvicina l'inverno