Olim rusticus mus in suum pauperem cavum urbanorum murem invitaverat et hospiti multa agrestia cibaria diligenter praebuerat. Urbanus autem mus antea delicatos divitum cibos gustaverat et nun delicato dente cibos frugales et humiles ligurriebat. Demum urbanus mus dixit: "In urbe apud homines habito; si mecum in urbem veneris, beatus vives!" Statim rusticus mus e cavo celeriter exsiluit et cum socio in urbe contendit. Intempesta nocte mures in locuplete domo vestigia posuerunt. Tamen, postquam rusticus mus, nova fortuna laetus, insuetos delicatosque cibo summa voluptate degustaverat, subitum ingentium forium stridorem audivit: canes minaciter latraverunt et fragor conclavia usque ad laquearia replevit. Tum Rusticus mus dixit: "In cavum meum revertere praeopto, sine insidiis tutus et facilibus leguminibus contentus."
Una volta un topo di campagna aveva invitato nel suo misero buco un topo di città ed aveva offerto cortesemente all'ospite molte pietanze selvatiche. Ma il topo di città prima di quel momento aveva gustato i raffinati cibi dei ricchi ed ora toccava appena con il dente delicato i cibi frugali e semplici. Alla fine il topo di città disse: "io abito in città accanto agli uomini; se verrai in città con me, vivrai felice!" Il topo di campagna balzò velocemente dal buco e si diresse con il compagno in città. A notte fonda i topi posero le orme sulla ricca dimora. Tuttavia, dopo che il topo di campagna, felice del nuovo destino, aveva degustato con sommo piacere gl'inconsueti e delicati alimenti, udì lo stridore improvviso delle ingenti imposte: i cani abbaiarono minacciosamente ed il fragore riempì le stanze fino ai soffitti. Allora il topo di campagna disse: "preferisco ritornare nel mio buco, senza insidia felice e soddisfatto dei semplici legumi. (by Maria D.)