Hilarion ortus vico Tabatha, qui circiter quinque milia a Gaza urbe Palaestinae ad Austrum situs est, cum haberet parentes idolis deditos, rosa, ut dicitur, de spinis floruit. Audiens autem tunccelebre nomen Antonii, quod per omnes Aegypti populos ferebatur, perrexit ad eius eremum. Et statim ut eum vidit, mutato pristino habitu, duobus fere mensibus iuxta eum mansit, contemplans ordinem vitae eius morumque gravitatem. Post id tempus eremita factus est: a sexto decimo usque ad vicesimum suae aetatis annum, aestus et pluvias brevi tuguriunculo declinavit, quod iunco et carice texerat. Exstructa deinceps brevi cellula, quae usque hodie permanet, altitudine pedum quinque, longitudine paulo ampliore, quam eiuscorpusculum patiebatur, ut sepulcrum potius quam domum crederes. A vicesimo primo anno usque ad vicesimum septimum, tribus annis dimidium lentis sextarium madefactum aqua frigida comedit, et aliis tribus panem aridum cum sale et aqua. Fiebat autem ei de farina et comminuto olere sorbitiuncula, cibo et potu vix quinque uncias appendentibus: sic complensordinem vitae, numquam ante solis occasum, nec in diebus festis, nec in gravissima valetudine solvit ieiunium.

Ilarione nato nel Vicolo di Tabata, che è situato all'incirca a cinque miglia dalla città di Gaza della Palestina verso Astro, pur avendo genitori dediti agli idoli, una rosa, come si dice, fiorisce dalle spine. Ascoltando in verità a quel tempo il celebre nome di Antonio, che era diffuso per tutte le popolazioni dell'Egitto, si diresse all'eremo di costui. E subito non appena lo vide, mutato l'antico modo d'essere, rimase per quasi due mesi presso di lui, contemplando l'ordine della vita di costui e la severità dei costumi. Dopo quel periodo divenne un eremita: dal sedicesimo fino al ventesimo anno della sua vita, schivò il calore e le piogge in una piccola capannina, che aveva tessuto con giunco e carice. Costruita poi una piccola celletta, che permane fino ad oggi, di cinque piedi d'altezza, e di lunghezza un po' più ampia, di quanto il suo corpicino tollerava, nella misura in cui avresti potuto crederla un sepolcro piuttosto che una dimora. Dal ventunesimo al ventisettesimo anno, per tre anni mangiò un sesto della metà di legume inzuppato nell'acqua fredda, e durante gli altri tre anni pane arido con sale e acqua. Veniva prodotto in verità da lui dalla farina e diminuito il legume nella brodaglia, pesando sia il cibo che il bere cinque once a stento: così abbracciando la modalità di vita (il modo di vivere), non interruppe mai prima del tramontar del sole, né nei giorni festivi, né in un gravissimo stato di salute la privazione.
(By Maria D. )