Ab Gadibus Carthaginem ad hiberna exercitus rediit; atque inde profectus praeter Onussam urbem ad Hiberum maritima ora ducit. Ibi fama est in quiete visum ab eo iuvenem divina specie qui ab Iove diceret ducem in Italiam Hannibali missum; proinde sequeretur neque usque a se deflecteret oculos: pavidum primum, nusquam circumspicientem aut respicientem, secutum; deinde cura ingenii humani cum, quidnam id esset quod respicere vetitus esset, agitaret animo, temperare oculis nequivisse; tum vidisse post sese serpentem mira magnitudine cum ingenti arborum ac virgultorum strage ferri ac post insequi cum fragore caeli nimbum. Tum quae moles ea quidve prodigii esset quaerentem, audisse vastitatem Italiae esse; pergeret porro ire nec ultra inquireret sineretque fata in occulto esse.
Da Cadice l'esercito ritornò a Cartagine presso i quartieri invernali; e partito da lì lo condusse presso le coste marittime iberiche dinanzi alla città di Onussa. Lì si diffuse la notizia che durante il sonno fu visto da lui un giovane d'aspetto divino che diceva di essere stato inviato da Giove ad Annibale come condottiero in Italia; quindi lo seguisse e non deviasse lo sguardo fino alla fine lo seguì inizialmente timoroso, osservando intorno o indietro in nessun luogo; poi conformemente all'apprensione dell'ingegno umano agitando nell'animo, cosa mai fosse ciò che gli era vietato guardare, non riuscì a frenare lo sguardo; allora vide dietro di sé un serpente di mirabile grandezza che si trascinava con un'enorme strage di alberi e virgulti e poi inseguiva con il fragore delle nuvole del cielo. Allora chiedendo che massa o cosa di prodigio ci fosse in essa udì che era la devastazione dell'Italia; continuasse ininterrottamente ad avanzare e non indagasse oltre e lasciasse che il destino stesse in segreto (nascosto).
(By Maria D. )