Si dolo malo famas comparas, facile fiduciam amittes, etiam si verum dices, ut parva Aesopi fabella declarat. Lupus arguebat vulpeculam quod furto callido cibum saepe e latibulo subtrahebat. Vulpecula autem negabat culpam, sed non innoxia a lupo putabatur. Ergo uterque simium arbitrum eligebat atque ante speluncam eius causam suam perorabat. Tandem simius sententiam suam aperiebat: "Lupus certe accusat non quod cibum suum perdebat, sed quia dolo subriepiebatur. Puto vulpeculam noxiam, quia certe callida est atque dolosa."
Se ti procuri notorietà con la frode, perderai facilmente credito, anche se dirai il vero, come la piccola favoletta di Esopo dimostra. Un lupo denunciava una piccola volpe perché spesso con un furto ingegnoso sottraeva il cibo dalla tana. La piccola volpe negava la colpa, ma dal lupo non era ritenuta innocente. Dunque entrambi sceglievano come arbitro una scimmia e dinanzi alla spelonca di essa peroravano la loro causa. Alla fine la scimmia esprimeva la propria sentenza: "Il lupo certamente accusa non perché perdeva il proprio cibo, ma perché veniva sottratto con l'inganno. Reputo la piccola volpe colpevole, perché è senza dubbio scaltra e ingannatrice. (By Maria D.)