Equus, qui vivit liberer in agris, rivi aquam bibere incipit, sed aper, qui in rivo abluitur, aquam turbat. Equus ter aprum obiurgat, sed aper aquam turbare non desinit; ideoque equus in aprum minas intendit, sed frustra. Tum equus ex aqua excedit, per agros currit et ad villam pervenit, ubi viri tutelam contra aprum petit. Vir libenter equo auxilium praebet: statim in equi dorsum inscendit et ad rivum currit; aprum in aqua invenit et eum necat, deinde equo dicit: “Tibi gratias ago, eque; nam magnam praedam cepi". Respondet viro equus: "Nunc ex dorso meo descende; aprum tene et me libera!". Sed vir (dicit): “Equus vere utilis viris est, quia non solum virum sed etiam sarcinas portat. Ergo tu nunc servus meus es!" et statim frenos equo imponit. Dum vir equum in stabulum ducit, equus cogitat: "Vere stultus sum! Dum vindictam quaero, dominum invenio et libertatem amitto!".
Il cavallo, che viveva libero nei campi, iniziò a bere l'acqua di un ruscello, ma il cinghiale, che si lavava nel ruscello, sporcava l'acqua. Il cavallo rimproverò tre volte il cinghiale, ma il cinghiale non smetteva di sporcare l'acqua; e perciò il cavallo tese una minaccia al cinghiale, ma inutilmente. Allora il cavallo uscì fuori dall'acqua, corse per i campi e giunse alla villa, dove chiese la protezione dell'uomo contro il cinghiale. L'uomo offrì volentieri aiuto al cavallo: montò subito sul dorso del cavallo e corse al ruscello; trovò il cinghiale nell'acqua e lo uccise, poi disse al cavallo: "Ti ringrazio, cavallo; ho infatti catturato una grande preda." Il cavallo rispose all'uomo: "Ora scendi dal mio dorso; tieni il cinghiale e liberami!" Ma l'uomo disse: "Il cavallo in verità è utile agli uomini, poiché non solo porta l'uomo ma anche i bagagli. Dunque tu ora sei il mio schiavo!" Ed impose subito le briglie al cavallo. Mentre l'uomo conduceva il cavallo nella stalla, il cavallo pensava: "Sono veramente sciocco! Mentre cercavo la vendetta, ho trovato un padrone e ho perduto la libertà!".
(By Maria D. )