Civitas imprimisque illae quae haud bene institutae sunt quae reipublicae nomine gubernantur, rectionem et administrationem suam saepe mutant non per libertatem ac servitutem, sicut multorum est opinio, sed per servitutem et licentiam. Nam libertatis nomen tantum a licentiae ministris, qui homines populares sunt, atque a servitutis ministris, qui nobiles sunt, extollitur, cum istorum unusquisque nec legibus nec hominibus obtemperare velit. Verum enim vero, si quando accidit (quod raro accidit) ut opportune in civitate exsistat aliquis prudens nobilium et popularium hominum acquiescant, vel ita coerceantur ut male agere non possint, tuno quidem illa civitas libera appellari potest illaque administratio fundari ac firma iudicari. Quia cum mitatur bonis legibus bosque institutis, necessaria non est virtus unius viri, sicut.

La città e soprattutto quelle che non sono state istituite bene che non sono governate sotto il nome dello stato, spesso mutano il loro governo e la loro amministrazione non per la libertà e la schiavitù, com'è opinione di molti, ma per la servitù e la licenza. Infatti il nome della libertà è elevato soltanto dai ministri della licenza, che sono uomini popolari, e dai ministri della servitù, che sono nobili, nel momento in cui ognuno di questi non vuole obbedire alle leggi e agli uomini. Infatti veramente senza dubbio, qualora accade (cosa che succede raramente) che qualche prudente tra i nobili e tra gli uomini popolari si trova a proposito in città si acquietano, ovvero vengono tenuti a freno così da non poter agire male, in effetti quella città potrebbe essere sicuramente definita libera e quell'amministrazione potrebbe essere rafforzata e giudicata stabile.(By Maria D.)