In extremis Germaniae finibus, in ipso Oceani litore, antrum sub eminenti rupe conspicitur, ubi septem viri - incertum est ex quo tempore - sopiti longo sopore requiescunt. Horum non solum corpora, sed etiam vestimenta ita illaesa sunt ut apud illas indociles (= rozze) et barbaras nationes maxima veneratione colantur ex hoc ipso quod  per tot annorum cursum sine ulla corruptione perdurant. Eorum habitus talis est ut ipsi existimentur Romani. Cum quidam barbarus, cupiditate stimulatus, unum ex illis exuère conaretur, eius brachia - ut dicitur - mox adruerunt et haec poena ceteros barbaros ita perterruit ut nemo eos ulterius contingere auderet.

Negli estremi confini della Germania, sullo stesso litorale dell'Oceano, si osserva un antro sotto una rupe sporgente, dove sette uomini – è incerto da quanto tempo – riposano assopiti in da un lungo sonno. Non solo i loro corpi, ma anche le vesti sono così intatte da essere venerate presso quelle popolazioni rozze e barbare per il fatto stesso che per tanti anni perdurano senza degenerazione alcuna. Il loro aspetto è tale da essere essi stessi ritenuti Romani. Quando un qualche barbaro, spinto dal desiderio aveva cercato di toccare uno di quelli, le sue braccia – come si dice – restarono subito paralizzate e questa punizione spaventò a tal punto gli altri barbari che nessun altro volle più toccarli.

Versione tratta da Paolo Diacono