Detrahe Atheniensibus Thesea, nullae aut non tam clarae Athenae erunt, si quidem ille vicatim dispersos cives suos in unam urbem contraxit, separatimque et agresti more viventi populo amplissimae civitatis formam atque imaginem imposuit. Idem saeva potentissimi regis Minois imperia reppulit; idem effrenatam Thebarum insolentiam domuit. Huius tamen, patriA summoti ab Atheniensibus, insula Scyros ossa mortui cepit?. Iam Solon, qui tam praeclaras tamque utiles Atheniensibus leges tulit, ut, si his perpetuo uti voluissent, sempiternum habituri fuerint imperium, qui Salaminam recuperavit, qui Pisistrati tyrannidem primus vidit orientem, solus armis (eam) opprimi debere palam dictitare ausus est, senectutem Cypri profugus exēgit, neque ei in patria, de qua optime meruěrat, humari contigit. Bene egissent Athenienses cum Miltiade, si eum, post CCC milia Persarum Marathone devicta, in exilio protinus misissent ac non in carcere et vinculis mori coegissent. Ne corpus quidem eius sepulturae prius mandari passi sunt quam Cimo, filius eius, eisdem vinculis se costringendum traděret.

Strappa Teseo agli Ateniesi, Atene non sarà nessuna o non tanto famosa, se veramente quello non avesse riunito insieme quartiere per quartiere in una sola città i suoi cittadini dispersi, e impose separatamente al popolo che viveva secondo il costume agreste una forma ed un'immagine di una grandissima cittadinanza. Lo stesso rigettò i gli ordini crudeli del potentissimo Re Minosse; lo stesso domò la sfrenata insolenza di Tebe. Tuttavia accolse le ossa di costui, allontanato dalla patria dagli Ateniesi, morto sull'isola di Sciro? Già Solone, che propose agli Ateniesi leggi tanto eccellenti e tanto utili, che, se avessero voluto utilizzarle per sempre, avrebbero avuto un potere eterno, lui che recuperò Salamina, lui che per primo vide la tirannide nascente di Pisistrato, il solo che osò dichiarare apertamente che doveva essere oppressa con le armi, che come profugo trascorse la vecchiaia a Cipro, e a lui non toccò di essere seppellito in patria di cui era degno. Gli Ateniesi agirono bene con Milziade, dopo i trecentomila persiani debellati a Maratona, lo mandarono direttamente in esilio e non in carcere e lo costrinsero a morire in catene. Non tollerarono neppure che il corpo di costui fosse affidato alla sepoltura prima che Cimone, figlio di costui, si consegnò costringendosi alle stesse catene.
(By Maria D.)