Pueri et puellae ludere amant, non studere! Sed Romae fortasse "ludus" significat et iocum et scholam, sed - heu - bene scimus: schola non iocus est.
Tullius est Cloelia cotidie a paedagogo in ludum litterarium ducuntur; ibi magister docet numerare, legere et scribere stilo in tabulis ceratis. Tullius piger discipulus est: saepe male scribit vel legit, et magister ululat: "in ludum venis ad ludum!". Cloelia autem bona discipula est et diligentia semper a magistro laudatur. Per grammaticum propere Cloelia discet historiam, geographiam et litteras Latinas; erit erudita domina.
I fanciulli e le fanciulle amano giocare non studiare! Ma può darsi che a Roma "ludus" significa sia gioco che scuola, ma oh! - capiamo bene: la scuola non è un gioco...
Tullio e Clelia ogni giorno vengono portati dal precettore nella scuola letteraria; qui il maestro insegna a contare, leggere e scrive con la stilo sulle tavolette cerate. Tullio è un alunno pigro: spesso scrive male o legge ed il maestro urla: "nella scuola entri a scuola! Clelia invece è un'alunna buona e viene sempre lodata dal maestro per la diligenza. Attraverso il maestro Clelia apprende con premura la storia, la geografia e le lettere latine: sarà una padrona erudita.