Quando arrivava il giorno delle nozze, celebravano sia le feste notturne sia erano immolati molti sacrifici al dio. E dopo che queste cose erano state terminate, dopo che la notte era giunta, conducevano la fanciulla nel talamo con delle fiaccole, intonando l'imene, pronunciando formule di buon augurio e portandola sul letto nuziale la facevano coricare. Essi avevano un talamo fatto in questo modo: era steso un giaciglio d'oro su tappeti di porpora e sul giaciglio era posta una tenda babilonese ricamata; c'erano Amorini che giocavano, gli uni che servivano Afrodite, altri che cavalcavano su dei passeri, altri che intessevano corone, altri che portavano fiori; nell'altra parte della tenda c'era Ares non armato, ma come se dovesse andare adorno verso Afrodite innamorata, incoronato, con una mantellina; lo conduceva, con una fiaccola. Su quel giaciglio distesero Anzia, conducendola verso Abrocome, e chiusero le porte.