Αραχνη, υφαινουσα τοις ραδινοις ποσι λεπτον δικτυον, ειχε τεττιγα ενδετον εν σκολιαις παγαις. ... και τον βιοον και την αγραν, αθλιος απεβαλλε.

1- Un ragno che tesseva con agili zampe (πούς ποδός, ὁ) la tela sottile, aveva una cicala imprigionata negli stretti lacci. Un contadino, vedendo l’amante del canto vittima dei sottili lacci del ragno, se ne dispiaceva, mentre li scioglieva, diceva: «Salvati, piccolo animale che canti con la voce delle Musee e che diletti (τέρπω) il lavoro e la fatica del contadino».
E lacera la tela e la cicala fugge.
2- Una volta un polipo, distendendo i tentacoli su di una rupe marina, si scaldava al sole: il colore non era ancora lo stesso della pietra. Così un’aquila, precipitandosi dalle nubi, afferrò il polipo: avvolgendola con i tentacoli la faceva cadere in mare e la misera perdeva la vita e la preda. (By Geppetto)

Altra proposta di traduzione

1° Un ragno, mentre tesseva con le agili zampe una sottile rete aveva legata una piccola cicala nei lacci stretti. Un contadino, vedendo gemere l’insetto amante del canto nei sottili lacci del ragno, lo udiva e diceva: « Ti salvo, piccolo animale canta con la voce delle Muse e diletta il lavoro e la fatica del contadino». E strappava la rete e la cicala fuggiva.

2° Una volta un polipo, allungatosi su un scoglio marino, si riscalva al sole i tentacoli; la pelle non era ancora simile alla pietra. Allora un aquila, cadendo giù dalle nuvole, afferrò il polipo; avviluppata con i tentacoli, sventurata, cadeva nel mare e perdeva la vita e la preda.