Ενιοι των Αθηναιων εισηγγελλoν Σωκρατες πρωτον μεν ασεβειας· ελεγον γαρ τον φιλοσοφον μη νομιζειν τους θεους, ετερα δε καινα δαιμονια εισφερειν· ... Οι πολιται οι κακοι ησχυνοντο επι ψογοις και ελεγον τον φιλοσοφον αζιον ειναι θανατου.

Alcuni degli ateniesi denunciavano per prima cosa Socrate di empietà. Dicevano infatti che Socrate non rispettava gli dei e che propeneva altre nuove divinita e ancora che corrompeva i giovani. Il popolo ascoltava/sentiva (ἀκούω regge il genitivo) gli accusatori e si lasciava persuadere e voleva condannare (lett. dare giustizia) il filosofo. Ma gli accusatori dicevan il falso. Infatti il filosofo pregava spesso gli dei e sacrificava in casa e sugli altari comuni. Diceva anche che udiva una voce al cospetto della divintà, che gli diceva prima le cose da fare e quelle da non fare. Inoltre il filosofo si asteneva dai piaceri, perseverava nelle fatiche e teneva lontani gli altri e spingeva i malvagi verso la virtù e rimproverava i cattivi. Ma i cittadini, quelli malvagi si vergognavano per i rimproveri e dicevano che il filosofo era degno di morte.