Εν δε τω χρονω τουτω ηγγελθη τοις των Συρακοσιων στρατηγοις οικοθεν οτι φευγοιεν υπο του δημου. ... Ουδενος δε ουδεν απαιτιωμενου, δεομενων εμειναν εως αφικοντο οι αντ' εκεινων στρατηγοι. (da Senofonte)
In quel tempo fu annunciato agli strateghi siracusani che erano stati condannati all’esilio dal popolo. Allora essi, chiamati a raccolta i loro soldati, parlando per primo (προηγορέω) Ermocrate, si lamentano (ἀπολοφύρομαι) per il loro caso dicendo che ingiustamente erano tutti condannati all’esilio contro la legge: esortarono (παραινέω) ad essere per il resto come prima sempre zelanti e uomini valorosi sulle cose comandate, li esortavano a rispettare (αἱρέω) moltissimo i triarchi e i superiori e le guide. Essi non dissero che bisognava disobbedire alla loro città; se qualcuno avesse chiesto ciò a loro, dissero che era necessario dare la parola (d’onore): «Ricordate quante battaglie avete vinto voi stessi contro quelli, quanto siete stati invincibili con noi comandanti, disponendo un fortissimo schieramento sia per il nostro valore sia per il vostro ardore a disposizione sia per terra che per mare». Non potendo incolpare nessuno, altri strateghi furono mandati (μένω) al loro posto. . (by Geppetto)