Εστιν οτε οι ανθρωποι δουλοι γιγνονται χαλεπων δεσποτων, οι μεν λιχνειων, οι δε λαγνειας, οι δε οινοφλυγιων, οι δε φιλοτιμιας και δαπανηριας... εως αν αρχωσι αυτων. (Versione greco tratta da Senofonte)
È perché talora gli uomini sono schiavi di padroni duri: alcuni della gola (lett. delle golosità), altri dell'atto sessuale, altri delle ubriachezze, altri ancora del desiderio di gloria e della dispendiosità. Queste cose comandano sugli uomini duramente sui quali esercitano il dominio che, fino a che li vedono giovani ed in grado di lavorare, e di consumare fatiche per i loro desideri e li abbandonano malamente quando questi invecchiano e trovano altri schiavi. Ma, bisogna combattere accanitamente contro questi padroni la stessa battaglia e anche contro coloro che vogliono ridurci in schiavitù con le armi. I nemici almeno, se sono uomini onesti, quando fanno schiavi gli uomini, obbligano gli schiavi a diventare onesti e buoni. Alcuni di tali padroni non smettono proprio mai, oltraggiano l'anima degli uomini e le loro case finchè (=ἔστ᾽ ἂν) li comandano.
Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo