Πολλὰ τῶν μετρίων κακῶν ὀλέθρια ποιοῦσιν αἱ δεισιδαιμονίαι. Μίδας ὁ παλαιός, ὡς ἔοικεν, ἔκ τινων ἐνυπνίων ἀθυμῶν καὶ ταραττόμενος οὕτω κακῶς ἔσχε τὴν ψυχήν, ὥσθ᾽ ἑκουσίως ἀποθανεῖν αἷμα ταύρου πιών. Ὁ δὲ τῶν Μεσσηνίων βασιλεὺς Αριστόδημος μος ἐν τῷ πρὸς Λακεδαιμονίους πολέμῳ...
Le superstizioni rendono fatali molti dei mali moderati. Mida l'antico, a quanto sembra, abbattuto e sconvolto da alcuni sogni, così male ebbe l'animo, che volontariamente morì bevendo sangue di toro. E il re dei Messeni, Aristodemo, nella guerra contro gli Spartani poiché i cani ululavano (ὠρύομαι) simili ai lupi e intorno alla sua casa paterna germogliava (ἀναβλαστάνω, part pres gen sg) l'erba selvatica e poiché gli indovini temevano questi (τὰ ) segni, avendo perso il coraggio (ἐξαθυμήσας, participio aoristo attivo nominativo singolare maschile di ἐξαθυμέω) e avendo spento le speranze egli stesso si tagliò la gola. Ma forse anche per Nicia, il generale ateniese, sarebbe stato meglio liberarsi della superstizione come Mida o Aristodemo, piuttosto che, spaventato dall'eclissi della luna, rimanere assediato dai nemici, e poi, con quarantamila uomini uccisi o catturati vivi, cadere in schiavitù e morire in modo ignominioso.
(By Vogue)