Ἐν Ἀθήναις ὁ μὲν συκοφάντης πολίτην τῇ τῆς οὐσίας ἐπιθυμίᾳ διώκει καὶ ἀσελγείας γραφῇ πρὸς τοὺς δικαστὰς ἀνάγει. Ὁ δὲ πολίτης ἀπολογίαν λέγει· «Ὦ δικασταί, ἀδικίαν πάσχω ὑπὸ τοῦ συκοφάντου, ὅτι έν τιμῇ εἰμι καὶ κακουργίας

Ad Atene, il sicofante persegue un cittadino per il desiderio della sua ricchezza e lo porta davanti ai giudici con un'accusa di dissolutezza. Il cittadino però pronuncia una (sott "sua") difesa: "O giudici, patisco un'offesa da parte del sicofante, dal momento che sono in onore e mai compio atti criminosi, ma mantengo pace verso i cittadini. Pertanto, i giudici, per mancanza di conoscenza della verità, mandano a chiamare l'indovino. Infatti l'indovino fa conoscere la volontà della dea. E per volontà della dea o per la voce dell'indovino, la causa è poi risolta. Così i giudici puniscono il sicofante.
(By Vogue)