Ετύγχανον χειμάζων περὶ τὴν Λουτεκίαν. Ἔστι δὲ οὐ μεγάλη νῆσος ἐγκειμένη τῷ ποταμῷ, καὶ αὐτὴν κύκλῳ πᾶσαν τὸ τεῖχος καταλαμβάνει, ξύλιναι δὲ ἐπ' αὐτὴν ἀμφοτέρωθεν εἰσάγουσι γέφυραι. Ἅτε γὰρ νῆσον οἰκοῦντας ὑδρεύεσθαι μάλιστα ἐνθένδε χρή. Γίνεται δὲ καὶ ὁ χειμὼν ἐκεῖ πραότερος ὑπὸ τῆς θέρμης τοῦ ὠκεανοῦ καὶ διαδίδοται λεπτή τις αὔρα, (εἶναι δὲ δοκεῖ θερμότερον τὸ θαλάττιον ὕδωρ τοῦ γλυκέος), ...(da Giuliano imperatore)
Mi trovavo a svernare nei pressi di Lutezia. C'è un'isola non grande che si trova (ἔγκειμαι) sul fiume, e un muro la circonda completamente (letteralmente: la chiude tutta in circolo), mentre ponti di legno conducono su di essa in entrambe le parti. Dal momento che, infatti, abitando in un'isola, è necessario attingere acqua soprattutto da qui. Inoltre, l'inverno laggiù è più mite a causa del calore dell'oceano e si diffonde (διαδίδωμι) una certa leggera aria fresca (sembra che l'acqua del mare sia più calda di quella dolce), sia per qualche altra ragione a me sconosciuta. Coloro che abitano quel luogo hanno l'inverno più caldo, e presso di loro cresce una buona vite, e alcuni coltivano fichi, riparandoli durante l'inverno come con vesti [fatte] con la paglia del grano e con materiali simili, e tutto ciò che (quante cose che) attacca il danno che deriva dall'aria agli alberi.
(By Vogue)