DAFNE RACCONTA ALLA SUA AMATA CLOE LA TRAGICA FAVOLA DELLA NINFA ECO
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro Greco antico - pag. 346 n. 483
TRADUZIONE
C'è una grande famiglia di ninfe, o fanciulla, le Emelie, le Driadi e le Elee, tutte belle, tutte canore, diceva Dafne a cloe. e da una di queste nasce la figlia di Eco, mortale da padre mortale, bella da madre bella. è allevata dalle ninfe, e ammaestrata dalle muse a suonare lo zufolo, a suonare il flauto, i canti con l'accompagnamento della lira e della cetra, ogni tipo di canto. così che anche quando era nel fiore della sua giovinezza danzava con le ninfe, e cantava con le muse; evitava tutti i maschi, sia uomini sia dei, dato che amava la verginità. Pan (un dio) si adira con la fanciulla, giacchè prova invidia per la sua arte musicale, non avendo raggiunto la sua bellezza e infonde follia nei pastori e nei caprai. Ed essi come cani o lupi la sbranano e gettano per terra le membra che ancora cantavano. e la terra facendo una cosa gradita alle ninfee nascose tutte le membra e conservò l'arte musicale, e ciò che per decisione delle muse emette un suono e le imita anche tutte, come un tempo faceva la fanciulla. Imita anche lo stesso Pan lo zufolo e quello avendola sentita, balza e corre, lo insegue per i monti, non desiderando raggiungerla ma piuttosto sapere, chi è l'imitatore che si nasconde.