Καὶ ἐκ τούτων ἀνευρίσκουσιν Ἀρχέδημον, πάνυ μὲν ἱκανὸν εἰπεῖν τε καὶ πρᾶξαι, πένητα δέ· οὐ γὰρ ἦν οἷος ἀπὸ παντὸς κερδαίνειν, ἀλλὰ φιλόχρηστός τε καὶ ἔφη ῥᾷστον εἶναι... ἐν ἡσυχίᾳ ἦν, ἀλλὰ καὶ οἱ φίλοι αὐτοῦ. (Versione di Greco da Senofonte)

E da queste cose scoprono Archedemo, grandemente abile nel parlare e nell'operare ma povero; i fatti, egli non era tale da trarre profitto da ogni cosa, ma era amante della virtù e diceva che era facile arricchirsi dai sicofanti. Per questo dunque Critone quando raccoglieva il grano o l'olio o la lana o altra cosa fra quelle che nascono in campagna utili per la vita, (glie)le donava; e lo chiamava per i sacrifici. Archedemo ritenendo che la casa di Tritone era per sé un rifugio parlava molto bene di lui. E subito scropriva i molti reati ma anche i molti nemici fra i sicofanti contro Critone e lo chiamava davanti ad un tribunale popolare dove lui doveva scontare una pena. Archedemo (ἀπαλλάσσω, imperfetto) non la smetteva fino a che egli non lasciò stare Critone e diede a lui dei beni. Così anche gli amici di Critone gli chiedevano di offrire per loro Archedemo come guardiano. E Archidemo [lo] concedeva con piacere e non solo Critone era in pace ma anche i suoi amici.
(By Vogue)