Ἀχιλλεῖ δ' αὖτε ἔλεγε Θέτις δάκρυα χέουσα· «Ὠκύμορον τέκνον εἶ, οἶ' ἀγορεύεις· εὐθὺς γὰρ μετὰ τὸν Ἕκτορά σοιπότμος ετοιμός ἐστι». Αὐτῇ δὲ μέγα στενάζων ἔλεγε πόδας ὠκὺς Ἀχιλλεύς· ...
Di nuovo, Teti, versando (χέω, part pres) lacrime, diceva ad Achille: "Figlio mio, sei destinato ad una morte precoce, per come parli! Infatti subito dopo Ettore è pronto per te (a te) il destino". E Achille piè veloce, sospirando molto, le diceva: "Ahimè! Non potevo (δυναμαι, imperf) soccorrere il mio compagno mentre veniva ucciso; ora mi siedo inutile presso le navi, anche se io sono temibile come nessuno degli Achei in guerra; ma anche molti altri sono temibili con la lingua. Bisogna che cessi contesa ed ira, infatti essa induce anche il più saggio ad essere adirato: così mi ha fatto adirare il re Agamennone. Ora, invece, voglio fare ogni cosa perché io uccida l'uccisore del (mio) amico Patroclo, Ettore; e allora accoglierò (lett presente: accolgo) la morte, qualora lo voglia (ἐθέλῃ, cong pres ἐθέλω) Zeus e gli altri dei. Infatti nemmeno Eracle evitava la morte, pur essendo amico del re Zeus; così anche io, se davvero un destino simile mi attende, anche se bisogna che io muoia, sia così. Madre, non trattenermi (ἔρῡκε, ἐρύκω imperativo) dalla battaglia, anche se mi ami; né mi persuaderai".
(By Vogue)