Τις γαρ ουκ απεκειρατο επειδη τω δυο ταλαντω εξ Ακης ηλθετην; η τις ου μελαν ιματιον εφορησεν...και ουδ' ουτως α ελεγον απεδειξαν. (Iseo, Per l'eredità di Nicostrato)
Infatti, non si tagliò (ἀποκείρω, aor) i capelli quando, per due talenti, i due (ἠλθέτην, aor duale ἔρχομαι) erano venuti da Acheo? O chi non indossò un abito nero, come per un lutto, per ereditare (κληρονομήσων, κληρονομέω part futuro con valore finale) il patrimonio? O quanti parenti e figli, secondo una distribuzione, si appropriarono delle cose di Nicostrato, Demostene diceva che era suo cugino, ma, dopo che egli fu smentito (ἐξηλέγχθη, ἐξελέγχω aor pass 3a sg ) da questi, si allontanò. Telefo diceva che Nicostrato aveva dato a lui tutti i suoi beni, e anche lui, non molto tempo dopo, smise (di dirlo). Amimiade portò davanti all'arconte un figlio suo di neanche tre anni, e ciò nonostante Nicostrato non fosse stato ad Atene per undici anni. Pirro di Lampetra diceva che i beni erano stati consacrati ad Atena da Nicostrato, e che a lui erano stati dati da Nicostrato stesso. Ctesia di Besa e Cranao dissero inizialmente di essere stati condannati a pagare un talento a Nicostrato, ma, poiché non erano in grado di dimostrarlo, affermarono di essere suoi liberti; e neanche così dimostrarono ciò che dicevano.
(By Vogue)