La battaglia di Maratona (I)
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE

Gli strateghi ateniesi avevano pareri discordi: infatti alcuni di loro non volevano attaccare battaglia, altri tra i quali soprattutto Milziade volevano: Allora Milziade andava verso il polemarco e diceva: “Sta in te ora o Callimaco, o rendere Atene schiava dei Barbari o renderla libera o lasciare un ricordo immortale per sempre. Ora infatti gli ateniesi sono giunti a un terribile pericolo, e se non combattono si sottomettono ai Medi e sono destinati a consegnarli a Ippia, se invece affrontano il combattimento e ottengono la vittoria sono destinati a diventare i primi tra i popoli greci. Se dunque aderirai alla mia opinione gli ateniesi avranno una patria libera e la città sarà la prima di quelle in territorio greco

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Gli strateghi degli Ateniesi avevano opinioni contrarie; alcuni di loro non volevano attaccare battaglia, altri e soprattutto Milziade lo volevano. Allora Milziade si recò dal polemarco e disse : « Sta dunque a te ora, Callimaco, sottomettere Atene ai barbari o renderla libera e lasciare un ricordo immortale per tutta l'eternità. Ora gli Ateniesi arrivano ad un pericolo mortale e, se non combattono, si sottomettono ai Persiani e sono destinati a consegnarsi ad Ippia, se invece fanno un combattimento e ottengono la vittoria, sono destinati a diventare i primi fra i popoli Greci. Se dunque aderisci al mio progetto, gli Ateniesi avranno una patria libera e la prima città tra quelle che si trovano nella terra greca. Suvvia, allora, spezza le contese e con gli dèi conduci i soldati alla vittoria ». Così Milziade con parole persuasive convinceva il polemarco, e Callimaco aderiva al suo progetto.