Nihil in vita vidit calamitatis A. Cluentius, nullum periculum mortis adiit, nihil mali timuit quod non totum a matre esset conflatum et profectum. Quae hoc tempore sileret omnia atque ea, si oblivione non posset, tamen taciturnitate sua tecta esse pateretur; sed vero sic agitur ut prorsus reticere nullo modo possit. Hoc enim ipsum iudicium, hoc periculum, illa accusatio, omnis testium copia quae futura est a matre initio est adornata, a matre hoc tempore instruitur atque omnibus eius opibus et copiis comparatur. Ipsa denique nuper Larino huius opprimendi causa Romam advolavit. Praesto est mulier audax, pecuniosa, crudelis, instituit accusatores, instruit testis, squalore huius et sordibus laetatur, exitium exoptat, sanguinem suum profundere omnem cupit, dum modo profusum huius ante videat. Haec nisi omnia perspexeritis in causa, temere a nobis illam appellari putatote; sin erunt et aperta et nefaria, Cluentio ignoscere debebitis, quod haec a me dici patiatur; mihi ignoscere non deberetis, si tacerem.

A. Cluenzio non vide alcuna calamità durante la vita, non affrontò alcun pericolo di morte, non temette alcun male che non fosse stato scaturito e suscitato interamente dalla madre. Questa in tale situazione avrebbe potuto passare sotto silenzio ogni cosa e queste cose, se non fosse stato possibile essere sotto silenzio, tuttavia avrebbe potuto tollerare che venissero protette dal proprio silenzio; ma in realtà si agisce in modo tale che non possa essere assolutamente in alcun modo sotto silenzio. Infatti questo stesso giudizio, questo pericolo, quell'accusa, tutta quell'abbondanza di testimoni è preparata fin dall'inizio dalla madre, in questa circostanza viene istruita e preparata con tutte le sue risorse ed energie dalla madre. Infine proprio lei accorse da Larino a Roma per opprimerlo; L'audace, danarosa, crudele donna fu a disposizione, stabilì gli accusatori, istruì i testimoni istruì i testimoni, viene allietata squallore e dalle lordure, desidera riversare il suo sangue, pur di vedere prima versato . . Se non aveste scorto tutte queste cose nella causa, pensate che quella sarebbe stata chiamata da noi avventatamente; se saranno chiare e scellerate, dovreste perdonare Cluenzio, per il fatto che abbia tollerato che tali cose siano state pronunciate da me; non dovreste perdonarmi, se tacessi.
(By Maria D. )