Detur aliqui ludus aetati; sit adulescentia liberior, non omnia voluptatibus denegentur; non semper superet vera illa et derecta ratio; vincat aliquando cupiditas voluptasque rationem, dum modo illa in hoc genere praescriptio moderatioque teneatur. Parcat iuventus pudicitiae suae, ne spoliet alienam, ne effuandat patrimonium, ne fenore trucidetur, ne incurrat in alterius domum atque famam, ne probrum castis, labem integris, infamiam bonis inferat, ne quemvi terreat, ne intersit insidiis, scelere careat. Postremo cum paruerit voluptatibus, dederit aliquid temporis ad ludum aetatis atque ad inanis hasce adulescentiae cupiditates, revocet se aliquando ad curam rei domesticae, rei forensis reique publicae, ut ea, quae ratione antea non perspexerat, satietate abiecisse et experiendo contempsisse videatu

Si conceda qualcosa all'età! Sia la giovinezza più libera; non si dica sempre di no ai piaceri, e non sempre la vinca la fredda e severa ragione, ma di quando in quando la soverchino i desideri e i diletti, purché si osservi anche in questi la giusta misura. Abbiano cura i giovani della propria castigatezza, e non turbino l'altrui; non dilapidino il patrimonio, né si lascino strozzare dagli usurai; non attentino alle famiglie e al buon nome degli altri; non infliggano il disonore ai casti, la rovina agli integri, l'ignominia ai buoni; non minaccino con la violenza, né tendano insidie, e si astengano da ogni delitto; e finalmente, quando si siano abbandonati ai piaceri, quando abbiano dato un pò del loro tempo agli svaghi e ai vani folleggiamenti dell'età loro, sappiano a tempo ritornare alle faccende domestiche, agli affari forensi, alle pubbliche cure, cosicché dimostrino di avere rinunciato per sazietà e spregiato per esperienza quelle vanità che, in un primo tempo, la loro mente non aveva valutato a dovere. .