Gli Eburoni attaccano le truppe di Titurio e Cotta (I)

Poiché aumentava il pericolo degli Eburoni, a tarda notte si tiene tra i nostri una discussione: alcuni consigliavano di lasciare l'accampamento e di dirigersi verso la legione, altri (consigliavano) di aspettare i rinforzi. Alla fine Titurio, con autorità, impose la sua opinione: infatti sosteneva che sarebbero arrivati alla legione più vicina senza alcun pericolo, mentre con un lungo assedio non avrebbero tollerato la fame e il freddo. La restante parte della notte è trascorsa nei turni di guardia. All'alba si spostano dall'accampamento, con una numerosa truppa e pesanti salmerie. Ma i nemici, dopo che si accorsero della partenza dal mormorio notturno e dalle veglie, attendevano il loro arrivo in un luogo adatto e nascosto della valle: balzarono fuori da entrambe le parti repentinamente e cominciarono la battaglia. Allora, alla fine Titurio, poiché prima non aveva previsto nulla, incominciò a trepidare e a correre da una parte e dall'altra e a disporre le coorti; tuttavia faceva quelle stesse cose con timore e sconsideratamente, cosa che accade quelli che sono costretti a prendere una decisione durante un pericolo.

Versione tratta da: Cesare