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Autumno ad Labienum legatum per Remorum agrum de victoria Caesaris fama nuntiatur... Fine: ...neque Caesar hiemis tempus sine cura egit, quia undique de consiliis ac seditione Gallorum nuntium accipiebat.
In autunno è annunciata al legato Labieno, attraverso la campagna dei Remi, la notizia della vittoria di Cesare. Infatti negli accampamenti i soldati di Labieno avevano udito il clamore dei Remi, amici del popolo Romano, e così erano venuti a conoscenza della vittoria. Quando la notizia della vittoria dei Romani arrivò ai Treviri attraverso dei messi, subito Induziomaro comandante dei Treviri e nemico di Cesare, fuggi attraverso i boschi e condusse tutte le truppe nelle campagne dei Treviri. Cesare mandò il legato Fabio con la legione nei quartieri d'inverno, egli stesso decise di rimanere per tutto l'inverno, con tre legioni presso la città di Samarobriva, perché temeva la ribellione delle città della Gallia. Infatti le città della Gallia, quando ricevettero per mezzo di messi l'annuncio della vittoria di Cesare, tenevano consigli di guerra. E Cesare non trascorse il tempo d'inverno senza preoccupazione, perché riceveva notizia da ogni parte dei conciliaboli e della sedizione dei Galli.
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La morte di Annibale versione latino
libro @d litteram versione numero 14 pagina 85
Legati Prusiae Romam veniebant et, cum in Quinctii Flaminini villa canabant... Fine: ...Hannibali gesta et nomen multi memoriae tradunt
I luogotenenti di Prusia giungevano a Roma e, mentre cenavano nella villa di Quinzio Flaminio, facevano menzione di Annibale; dai funzionari Asiatici, ospiti dei Romani, Annibale era indicato vivo nel regno di Prusia. ...
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Ubi primum Caesar expeditionem incepti et in Galliam venit... Fine: ... Sic in Gallica regione a cunctis nationibus civitatibusque Haedui Galliae principes habebantur.
Non appena Cesare diede inizio alla spedizione e giunse in Gallia, i capi di una delle due fazioni erano gli Edui, dell'altra i Sequani. Poiché l'autorità era negli Edui e grandi erano le loro clientele, i Sequani con grandi elargizioni e promesse ottennero l'alleanza dei Germani e di Ariovisto, valoroso e fiero comandante barbaro. I Sequani vinsero molti combattimenti con gli alleati, annientarono la nobiltà degli Edui; poiché erano vincitori, condussero dalla loro parte, con patti e armistizi, molti popoli nemici e accettarono come ostaggi i figli dei capi degli Edui. Dal momento che tramite i soldati e con incursioni ottennero i campi limitrofi, i Sequani avevano ormai il dominio di tutta la Gallia. Diviziaco, re degli Edui, andò a Roma per chiedere aiuto, ma non ebbe appoggio dai senatori. Tuttavia per mezzo di Cesare nella guerra Gallica i Sequani resero agli Edui gli ostaggi e gli alleati, gli Edui, per l'incremento del prestigio, stipularono nuove alleanze con le popolazioni confinanti e strapparono ai Sequani, grazie all'appoggio di Cesare, l'autorità e il dominio. Così nel territorio Gallico da tutte le popolazioni e città gli Edui erano ritenuti i capi della Gallia.
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Teseo Arianna e il Minotauro
versione latino @d litteram pagina 90 numero 23
Minos, iovis et Europae filius et Cretae rex, cum Graecis belligeravit... Fine: ... Sed deus Liber audivit et Ariadnam in coniugium duxit.
Minosse, figlio di Giove e di Europa e re di Creta, combatté con i Greci, poiché i Greci in battaglia uccisero Androgeo, figlio di Minosse. Poiché vinse in combattimento, il tiranno impose un tributo ai Greci e disse: "Ogni anno, all'inizio dell'estate, voi, o Greci, darete sette vostri figli al Minotauro per l'empio pasto". Il Minotauro era un mostro orrendo, figlio di un toro e di Pasifae, moglie di Minosse, aveva l'aspetto di un uomo e di un toro e mangiava corpi umani. Teseo, uomo valoroso, poiché seppe della disgrazia della città, andò a Creta; Arianna, figlia di Minosse e sorella del Minotauro, amava Teseo e aiutò l'ospite: mostrò all'uomo la porta del labirinto e gli diede un filo. L'uomo Greco entrò nel labirinto, uccise il Minotauro, mirabile mostro, trovò la porta grazie al filo si Arianna e, riconoscente alla fanciulla per il favore, promise ad Arianna il matrimonio in patria. Ma mentre viaggiava con una nave, si fermò su una piccola isola a causa di una violenta tempesta; poi, poiché ad Atene temeva il disonore, a causa del matrimonio con una donna sorella di un mostro, mentre la fanciulla dormiva, Teseo si allontanò dall'isola e abbandonò Arianna. La fanciulla, quando si accorse dell'abbandono, durante tutte le ore diurne e notturne era oppressa dai lamenti; ma il dio Libero la udì e sposò Arianna.
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Inizio: Mustela ab homine prensa cum instantem necem effugere vellet: Fine: et meritum inane iactant imprudentibus.
Essendo stata una faina stata catturata da un uomo (volendo) poiché voleva scappare da una morte imminente: "Ti prego, risparmiami" disse "io ti sbarazzo la casa dai topi molesti". Lui rispose: "Se tu lo facessi per farmi un favore, te ne sarei riconoscente e esaudirei le tue suppliche. Ma, dal momento che ti dai da fare per goderti gli avanzi, che rosicchierebbero i topi, e per di più ti divori i topi stessi, non addebitarmi un servizio inesistente". E dopo avere così parlato, diede la morte a quella disonesta. Chi bada esclusivamente all'interesse personale e vanta con gli ingenui un merito che non ha, deve capire che questa storia lo riguarda.